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Rispetto alla prima esperienza, quest’anno si sono prese in considerazione le attività relative all’anno 2007 e i dati già disponibili dell’anno 2008, sono state apportate alcune modifiche migliorative tese a rendere il Bilancio di Genere uno strument ointegrato con altri documenti di analisi e di rendicontazione regionale e a migliorarne l’impatto comunicativo: |
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L’analisi di contesto ha focalizzato i punti salienti delle differenze e delle disuguaglianze di genere nella popolazione piemontese, cercando di sintetizzare le dinamiche di tipo strutturale: - l’impegno consistente delle donne nel lavoro di cura, familiare e domestico, che ne pregiudica il contributo nella professione e nella società; |
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Anche per il 2007 l’impegno programmatico regionale si orienta verso una forte integrazione tra politica economica e politica territoriale e tra politica ordinaria e politica straordinaria di sviluppo e si incentra intorno a tre valori considerati fondamentali - coesione sociale; sviluppo policentrico; concertazione e co-pianificazione tra i diversi attori – con l’intento di contemperare competitività e coesione sociale. Tra gli orientamenti strategici, uno spazio è riservato alle pari opportunità come priorità e trasversalità, sia con riferimento al genere che alle altre forme di discriminazione, laddove per la parità di genere diversi sono gli obiettivi messi in campo: aumento e qualificazione dell’occupazione femminile; conciliazione tra vita professionale e vita familiare; condivisione delle responsabilità tra i generi; promozione della cultura di parità; promozione di interventi e servizi per l’infanzia, i minori, i soggetti deboli e le persone non autosufficienti, le famiglie; miglioramento dell’accessibilità dei servizi urbani e della mobilità per le persone; qualificazione dell’informazione statistica pubblica. |
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Confermando l’impianto metodologico del precedente bilancio di genere, l’analisi finanziaria del bilancio è stata condotta attraverso un processo di riclassificazione che ha permesso di mettere meglio in evidenza l’impatto delle risorse assegnate rispetto alla ricaduta sui target di popolazione interessata e descritta nell’analisi di contesto. Tra gli spunti più interessanti: |
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L’Organizzazione mondiale della Sanità individua in 10 le determinanti negative sulla salute delle donne: fortunatamente, per il nostro paese, molte di queste sono superate o affrontate in modo soddisfacente (i matrimoni e le gravidanze precoci, le complicazioni in gravidanza, parto e puerperio ecc.) ma almeno tre continuano ad influire negativamente sul livello di salute: il fumo, la sofferenza psichica o la violenza sessuale da parte degli uomini sulle donne, gli abusi sessuali. L’indicatore in assoluto più sintetico, ma anche significativo dello stato di salute, è la vita media a cui si affiancano tutta una serie di indicatori sulla morbosità e sugli stili di vita. In questo approfondimento del settore sanità viene focalizzata l’attenzione sul ruolo del Servizio sanitario regionale.
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